Leggere le chat del partner è reato
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 3025/2025 analizza i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, ex art. 615 ter c.p. e violazione della corrispondenza, ex art. 616 c.p., in tema di acquisizione illecita delle conversazioni private su WhatsApp e afferma che “non rileva la circostanza che le chiavi di accesso al sistema informatico protetto siano state comunicate all’autore del reato, in epoca antecedente rispetto all’accesso abusivo, dallo stesso titolare delle credenziali, qualora la condotta incriminata abbia portato ad un risultato certamente in contrasto con la volontà della persona offesa ed esorbitante l’eventuale ambito autorizzatorio”. Inoltre, nella suindicata sentenza la Corte di Cassazione specifica che il diritto alla prova non giustifica l’utilizzo di materiale acquisito illegalmente e che, in ogni caso “l’esibizione delle comunicazioni telefoniche sarebbe stata possibile con un provvedimento del giudice civile, anche in via di urgenza”.
(Cassazione Penale, 27 gennaio 2025, sentenza n. 3025)
